Nazionalismi di frontiera. Russi, polacchi e ucraini a Cholm (1830-1918)
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64,90 €
Nessuna tassa
Piccin Matteo
Strumenti per la didattica e la ricerca
Libro in brossura
17 Febbraio 2026
Nuovo
Alla periferia occidentale dell'Impero russo, tra Ottocento e Novecento, una regione di frontiera, piccola e apparentemente insignificante, sale alla ribalta delle cronache. Il nazionalismo russo se ne appropria e la dichiara «terra russa e ortodossa fin dagli albori della storia», la polacca Chelm diventa la russa Cholm. Ma non si tratta solo di una città da scalzare ai polacchi: nelle campagne vivono anche gli uniati, i contadini ruteni di fede greco-cattolica in comunione con Roma. Nei loro confronti si dispiega la politica nazionalistica degli zar, fatta di rare concessioni e sanguinose repressioni, mentre anche il nazionalismo polacco avanza le sue rivendicazioni. Tra i due contendenti si incunea il nazionalismo ucraino, pronto ad emancipare il ruteno da polacchi e russi per farne un cittadino moderno.
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