Divino e inimitabile. Gabriele d'Annunzio e Michelangelo Buonarroti
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18,00 €
Nessuna tassa
Chindamo Davide
Saggi e carteggi dannunziani
Libro in brossura
20 Febbraio 2026
192
Nuovo
«Divino e inimitabile». Così d'Annunzio definisce Michelangelo quando è nascosto negli anfratti della chiesa di San Niccolò a Firenze, per fuggire al linciaggio dei Medici. Quella natura tormentata lo seduce, e in quella passione si riconosce tanto da incoronare il Buonarroti come «colui che m'è parente». Inizia a coltivare lo stesso ardore che ha dato forma a imprese formidabili, come la «sovrumana volta» della Sistina, e il «vivere inimitabile» dannunziano si accosta sempre più alla «vita venerabile» michelangiolesca. Il Buonarroti, con i suoi dipinti, le sue sculture e i suoi versi, giganteggia nei testi di d'Annunzio sotto forma di unità di misura per abitare l'Assoluto: si legge della sua sofferenza, della sua solitudine, del suo dolore, cifra inevitabile del processo creativo, che d'Annunzio stesso deve sopportare quando forgia la «mitica forza» della parola. Ma nei momenti di estasi, di piacere, lui è l'unico che comprende il «sorriso di Michelangelo», e si commuove a pensare a quei «furori» e a quell'«eroismo». E nell'emulare il Buonarroti Gabriele sonda il mistero dell'Arte, per sancire il trionfo della Volontà sui limiti umani.
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