Ogden vede il discorso psicoanalitico come una conversazione 'al confine del sogno', nella quale immagini e sentimenti inarticolati, non lineari (la sostanza di cui sono fatti i sogni) entrano in uno scambio reciprocamente vivificante con la sostanza lineare, temporale, verbalmente simbolizzata dell'esperienza conscia nel mondo e del mondo. La metafora è il mezzo in cui avviene questa conversazione: metafore sono i sogni, metafore sono le rêverie, metafore sono tutte le altre forme di creatività ordinaria e straordinaria. Quanto siano importanti queste idee per la pratica clinica appare lucidamente ed elegantemente negli stessi esempi clinici che sono diventati un segno caratteristico della scrittura di Ogden.