Monelli di carta. Da Collodi a Pistelli: genesi e sviluppo di un paradigma educativo
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21,00 €
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Con Collodi irrompe nella letteratura italiana per l'infanzia un nuovo personaggio: Pinocchio, un monello guastafeste e birichino, che poco ha a che vedere con i bambini che popolavano i libri ottocenteschi per fanciulli. A questo fanciullo irriverente, destinato a morire impiccato per aver ceduto alle lusinghe del Gatto e della Volpe, viene invece data una seconda chance. È questa una novità assoluta, che scardina la stereotipata opposizione tra bambino buono e bambino cattivo, introducendo la possibilità che anche i monelli abbiano un cuore buono, pur sbagliando e fallendo. Ma, allora, che cosa permette il loro cambiamento? Come possono trasformarsi in ragazzini perbene? Sono queste le domande che si pone il volume, attraverso una rassegna di sei autori (Collodi, Cioci, Yambo, Momus, Vamba e Pistelli) - e dei loro relativi personaggi - che coprono un arco temporale che si estende tra gli anni Ottanta dell'Ottocento e le soglie del primo conflitto mondiale. Le risposte avranno esiti differenti: mentre i giovani protagonisti mutano e diventano sempre più simili a bambini reali, si assiste al crollo del sistema educativo ottocentesco, imperniato su valori e pratiche ritenute inefficaci. A essere messa in discussione, dunque, non è solo l'immagine dell'infanzia, ma anche le principali istituzioni educative coeve: famiglia, scuola e lavoro.
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