Lepre e la tartaruga. L'economia italiana dal boom degli anni Cinquanta alla cri
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L'Italia, dopo la spettacolare rincorsa verso più elevati livelli di reddito e benessere effettuata fra il secondo dopoguerra e i primi anni Novanta, da circa un quarto di secolo è il Paese che registra i tassi di crescita del PIL più bassi tra i Paesi sviluppati. Quali sono le ragioni di questo declino? Il libro si snoda lungo i decenni: gli anni Cinquanta e Sessanta della ricostruzione postbellica e del miracolo economico, quando l'entusiasmo e la voglia di crescere incitano a produrre, competere e aprirsi a nuovi stili di vita; i tumultuosi anni Settanta tra shock petroliferi e conflitti sociali; la crescita disordinata e l'instabilità della finanza pubblica degli anni Ottanta; la crisi finanziaria e valutaria dell'inizio degli anni Novanta e il successivo risanamento fatto di riforme e sacrifici, premiati alla fine con l'ingresso nell'Unione Monetaria ma a costo di un rallentamento dell'attività produttiva; la bassa crescita degli anni Duemila, quando l'economia, fortemente provata anche dall'impatto della crisi mondiale del 2008-2009, non trova più la chiave del 10 sviluppo. L'analisi lucida del declino che attanaglia il Paese da venticinque anni offre una riflessione seria e profonda sui fattori strutturali che riducono il potenziale di crescita della nostra economia, indicando al tempo stesso una via per invertire la rotta.
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