Mio pensiero non vi lascia. Lettere a Gianfranco Draghi e ad altri amici del per
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24,00 €
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Campo Cristina; Pieracci Harwell M. (cur.)
Biblioteca Adelphi
Libro in brossura
11 Gennaio 2012
273
Nuovo
Ci sono prosatori che proprio nelle lettere raggiungono una sorta di perfezione assoluta: riuscendo, nel breve volgere di una frase, a toccare vertici di bellezza e di intensità. Che la Campo sia uno di essi lo hanno dimostrato le Lettere a Mita e Caro Bul: e ne è una conferma questo terzo pannello dell'epistolario, che raccoglie le lettere scritte agli amici del periodo fiorentino (e ad alcuni altri che a questi si riallacciano). Nel 1956 Cristina è costretta ad abbandonare Firenze per Roma; e gli anni romani saranno costantemente segnati dal ricordo struggente di quel giardino incantato che era la cerchia degli amici d'infanzia: Piero Draghi, Anna Bonetti, Giorgio Orelli, Mario Luzi. A tutti loro scrive dal suo esilio parole di nostalgico affetto (C'è con voialtri, nell'aria, odore di latte), ma il più rimpianto è senza dubbio Gianfranco Draghi, quel Gian che guarda ai suoi stessi fari (i più luminosi: Hofmannsthal e Simone Weil), lo scrittore e il poeta di cui ammira sia la personalità sia l'opera, l'amico che conosce sempre, sottilmente, il disegno del tempo, e trova la parola magica da incidervi. A lui una Cristina ancora dolente per una pena d'amore chiede di assicurarle che la felicità esiste, ma anche di impegnarsi a favore di Danilo Dolci; con lui parla di Roma, che va scoprendo con meraviglia, delle sue letture, dei suoi momenti bui e dell'importanza della loro amicizia nella sua vita.
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