"(...) se una sperimentazione c'è, in Silvia Monti, è proprio quella di uno sforzo verso la concretezza senza compiacersi di un tono rigorosamente basso, non per questo declinato a varianti liriche, oniriche o tecnicistiche. Nessuna rarefazione o astrazione della materia ordinaria o quotidiana, ma piuttosto una pronuncia tanto più efficace quanto più i frammenti di realtà sembrano offrire un surplus di matericità al discorso." (dalla postfazione di Mary B. Tolusso).