«Nel segno delle connessioni si può forse individuare la chiave di lettura dell'antropologia di Sergio Todesco, che ha sempre amato attraversare discipline, categorie, generi e tematiche. Un'erranza - come l'ha definita Luigi Lombardi Satriani - che non è superficiale vagabondaggio ma, al contrario, piena consapevolezza che i confini sono astrazioni, convenzioni, rappresentazioni arbitrarie da sfidare e da ripensare criticamente. Da qui la capacità di coltivare plurimi interessi contigui alla filosofia, alla letteratura, alla storia e alla fotografia. Un'antropologia, dunque, che attinge alla tradizione etnografica della scuola dell'umanesimo meridionale, sostenuta dall'ampio respiro etico e critico e dall'esplicita ispirazione demartiniana. Queste, a grandi linee, le coordinate dello studioso che si muove nel solco di autorevoli e riconoscibili magisteri, con una avvertita coscienza storica e una acuta sensibilità alle istanze della contemporaneità».