"Esistono saperi in grado di formare e orientare la nostra idea di paesaggio? Oppure questo ruolo è ormai assolto dai media - cinema, televisione, pubblicità, social network - attraverso una proliferazione continua di immagini? E questa incessante produzione visiva genera realmente una pluralità di idee sul paesaggio, o contribuisce piuttosto a omologare le percezioni, annullando la capacità di immaginare i paesaggi futuri?"