Il saggio, basato sul progetto di ricerca-azione per Corpi civili di pace in Kosovo e sulla ricerca condotta nei luoghi della cultura e della memoria in alcuni contesti significativi nella ex Jugoslavia e nello scenario europeo, propone una riflessione sul valore, il significato, il contenuto, la percezione sociale e le finalità pubbliche del monumento, della costruzione artistica nello spazio pubblico, e quindi dei monumenti come opportunità di attivazione sociale, luoghi di consenso e di contestazione, strumenti, consueti e straordinari, nel processo di costruzione della pace e nella promozione dei diritti. Il volume, dopo "Di terra e di pietra" e "Le porte dell'arte", è il terzo libro della trilogia dedicata alla costruzione della pace a sfondo culturale (culture-oriented peacebuilding) e si avvale di due preziosi contributi, una prefazione di George Kent e una postfazione di Alberto L'Abate. Completa l'opera un corredo fotografico di immagini degli attraversamenti della ricerca.