I ricordi s'affastellano, si confondono l'un l'altro, a volte si fingono, ma non sono che ombre nella sera. Non hanno tempo, né luogo. Non hanno volto, voce, fisicità. Dipanarli è difficile, spiegarli impossibile. Più facile raccontarli come sopravvengono e far finta che abbiano una logica, anche se, a ripensarci, sono come il Cappellaio Matto e la Regina Nera.