Aristotele il filomita
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Descrizione
Che cosa ha a che fare Aristotele con l'amore per il mito? Quel nulla apparentemente obbligato con cui risponderemmo si frantuma contro il fatto che fu proprio lui a introdurre la figura del filomita nello stesso momento e luogo di nascita della filosofia (Metafisica); a descrivere filomiti in conversazione, come a banchetto (Etica Nicomachea); perfino a definire se stesso un filomita, tanto più tale in una situazione di isolamento e solitudine (Fr. 668 Rose). L'analisi dei tre luoghi filomitici procede con l'elaborazione della filosofia delle meraviglie aristoteliche, con il nesso meraviglia-formazione dell'universale e il vertice tribeato della somma meraviglia divina, per altro umanamente accessibile. Questa rarefazione teorica va a bilanciarsi con la ricognizione del luogo e del peso che, nel corpus aristotelico, occupano i miti e, con essi, il Grundmythos del Grande Anno, dell'Eterno Ritorno. La ricomparsa del filomita - le cui sopravvivenze post-aristoteliche compongono un'implicita antologia filomitica - facilita poi l'apprezzamento della componente aristotelico-filomitica in autori aristotelicamente eccentrici - non aristotelisti e tanto meno aristotelizzanti - quali Kierkegaard e Pound.
Dettagli del prodotto
9788857561134
Scheda dati
- Autore
- Volpi Giorgio
- Collana
- Filosofie
- Formato
- Libro in brossura
- Data pubblicazione
- 21 Maggio 2020
- Pagine
- 568
Riferimenti specifici
- isbn
- 9788857561134
- ean13
- 9788857561134
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