Giuseppe Perrone, per tutti Pippino, ha solo dodici anni quando, a seguito di uno sfortunato incidente, suo padre muore, lasciando la famiglia in grande disagio economico. In qualità di figlio maggiore, Pippino si sobbarca l'onere del mantenimento dei suoi cari, e comincia a lavorare come pastore presso un amico del padre, Gaetano Curaci, uomo che si rivelerà essenziale per la sua formazione umana e professionale. Inizia così il racconto della storia di vita di un uomo esemplare, soggetto sempre e comunque ai valori di bontà, generosità, onore e altruismo, che ha messo sempre al primo posto la difesa della famiglia e della sua rispettabilità. Una testimonianza antropologica straordinaria, la descrizione di un modello di vita ormai smarrito, in un paesino dell'entroterra siciliano, denso di superstizioni e tradizioni.