"La poesia è una forma di comunicazione e, in quanto tale, giunge a noi tramite i sensi. Seppur, quando siamo immersi nella lettura solitaria, ci sembra che l'unico senso messo in discussione sia quello visivo, non è così, perché la parola poetica riesce a toccare delle corde fantasmatiche che, evocando misteriose associazioni e segrete analogie, ci reimmergono in quella realtà intrauterina fatta di sfumature di suoni e buio estatico. È possibile affermare che in "Se poi dal buio uscisse il sole", prima silloge del catanese Daniele Giustolisi, è l'udito che si impone come senso primario nel processo di assorbimento poetico. Si potrebbe parlare di "poesia auricolare", ovvero non nata per esser letta, bensì "sentita"." (dalla prefazione)