Una città nella città. Un mistero nel mistero: prima l'uccisione di un uomo, avvenuta ai margini di un immenso complesso residenziale e commerciale di recente costruzione, quindi l'assassinio del presidente di un'associazione a fondo benefico. Tra personaggi grotteschi e stressati, che prendono rigorosamente spunto da una realtà di provincia mai mesta, il commissario Alberto Ruggeri - i lettori più attempati ricorderanno l'attore Ruggero Ruggeri, sommo interprete dei ruoli pirandelliani - cerca di ripercorrere "Le tracce del serpente", ovvero le tracce lasciate dall'assassino lungo i percorsi che lo hanno condotto sui luoghi dei delitti. L'autore, inoltre, immagina Piazza della Libertà, cuore della città, a suo modo, fornendo raffinati spunti simbolici che denotano un indubbio talento creativo e letterario. Egli guarda ad Alessandria in proiezione futura, avendo già parlato del suo presente e del suo passato ne "La verità che uccide", ed analizza in maniera del tutto personale i ruoli che il teatro e la comunicazione hanno nella vita delle persone. "Le tracce del serpente", nonostante sia cambiato il protagonista, può essere considerato concettualmente il seguito della precedente opera.