Dopo più di quaranta anni, l'autore, Guglielmo, incontra casualmente ad Anzio Mohaméd, il figlio della serva di Bengasi, dove era nato. I ricordi riaffiorati, unitamente a quelli emersi nei suoi anni di permanenza in Perù, sono alla base della stesura del libro. L'esperienza dell'autore si accresce grazie all'incontro di personaggi "speciali" e alle loro idee come Carlos, un vice ammiraglio con la passione per la politica, o Santo, un ex marinaio divenuto guida spirituale. Ma anche Lisa, che gli fa perdere la testa, e le amorevoli zie, miniere di tenerezza, così come Anita e Pamela. Ma alla base di questa autobiografia non c'è la necessità dell'autore di rendere pubblici i propri ricordi, bensì l'intento, attraverso la propria conoscenza del mondo, di analizzare i difetti delle democrazie occidentali, criticando la situazione Europea e auspicando una vera democrazia che veda uniti tutti i popoli in una repubblica federale e in particolar modo veda risollevarsi insieme all'Europa lo stato libico.