"Questa partita di scacchi nel bel mezzo di un'improbabile campagna-bellica di olivi secolari versus ossimoriche montagne-mare è un'allucinazione dentro un'allucinazione, oppure, e forse è questo il paragone meglio riuscito, un'interminabile matriosca di significati nascosti, che impazzisce le sillabe e fa impazzire l'occhio sgranato nel tentativo di coglierne i particolari, o i particolarissimi. All'ipotetico lettore va quindi la viva raccomandazione di tenere gli occhi (e le orecchie, soprattutto!) aperti, in questa, che meglio non so chiamarla se non Caccia al tesoro."