Perché, in un certo momento della vita, può capitare di ammalarsi? Perché il pensiero, che ha sempre girato nel verso giusto, va incontro a depressione, perdendo progressivamente contatto con la sua parte emozionale e col corpo? In questo saggio, scritto in stile molto intimo e colloquiale, l'autore, partendo dalla sua esperienza biografica, illustra le basi di una nuova metodologia di cura, la fileoenergetica, che si basa sulla negazione della unidirezionalità nel rapporto medico-paziente, affermando che non può esistere un percorso terapeutico efficace se l'analista in primis non mette in discussione il proprio vissuto, empatizzando con l'altro, "sentendolo", lasciandolo entrare nel suo universo interno e accettando lui stesso un cambiamento doloroso in questo processo di scambio sensorio.