"La lievità ritmica e musicale di queste composizioni fa sì che il lavoro di sottrazione cui l'autrice sottopone il linguaggio non dia luogo ad esiti minimalistici o a prosaicità, bensì ad un movimento allegro e fresco, che risale fino alla verità più disarmante della parola. Ma proprio in quanto disarmante, la parola torna ad essere "pericolosa": vinte le nostre difese, essa può finalmente attraversarci da parte a parte, può esploderci dentro. Il "venire dal cuore" qui è dunque un dire che si apre, che si spalanca nella relazione con l'altro.". (dalla prefazione)