"Mi accingo a scrivere di fatti accaduti tanti anni fa e per farlo mi affido esclusivamente alla memoria e per inquadrarli devo raccontare anche di vicende personali. Cercherò, quando vi sarò costretto, di farlo in punta di piedi, limitando i riferimenti allo stretto indispensabile. Non sono mosso da intenti letterari, non possedendo i ferri del mestiere, ma dal desiderio di ricordare in qualche modo quanti in Russia, nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, lasciarono la vita per la Patria e quanti ebbero la sventura di essere ospiti dei campi di concentramento sovietici. Il tempo è passato e l'ottica non è deformata dalla immediatezza delle sensazioni e i ricordi, anche se sfumati, sono vivi e palpitanti come allora. Ci provo cercando di evitare la facile retorica e sforzandomi di essere misurato perché il mio scopo non è quello di fare dell'esaltazione e neanche quello di esternare più del necessario risentimenti per il carceriere, ma soltanto ricordare".