La De Rosa concretizza la distanza dalla società contemporanea con un ripiegamento intimistico e nella nostalgica idolatria della campagna e delle piccole cose. L'universo che scorre di fronte agli occhi dell'autrice è assai distante da quello in cui oggi ci muoviamo; è popolato da contadini, animali che pascolano liberi nei campi, casette arroccate su ridenti colline: è un sogno a tratti bucolico, che riporta alla mente il calore delle vecchie cucine, le parole dei nonni avanti al fuoco, il profumo della terra umida subito dopo la pioggia.