Quattro ragazzi, quattro "criminali" segnati da un comune destino: la rapina in banca con cui mirano a cambiare le loro giovani vite, spese tra frustrazioni, miseria e apatia ai margini della società, si risolve in un sanguinoso delitto. È un epilogo inatteso, sconvolgente. È l'inizio di un'irrefrenabile discesa agli inferi. Giovan Battista Lumini racconta con sguardo carico di pietà le tristi vicende di Jean, Penny, Tony e Carlo, i loro sogni frantumati, le illusioni squarciate nella solitudine e nella cieca violenza del carcere. Le coscienze che si macerano nei ricordi e nei rimorsi, la follia che incalza nel silenzio della cella, l'imbarbarimento che travolge il corpo e lo spirito; l'autore non ci risparmia particolari che vorremmo ignorare, dall'alto del pulpito della cosiddetta "Giustizia". Dio solo sa quanto dolore e quanta disperazione spingono un uomo a delinquere; solo Dio conosce il disprezzo per la legge che nutre chi da sempre è messo a tacere, chi urla inascoltato, chi vede i propri diritti calpestati. Chi vive nell'indifferenza, nell'emarginazione.