La seconda pubblicazione di Antonio Barisone continua il cammino iniziato con la precedente silloge, rafforzando alcuni dei temi fondamentali e seguendo le linee stilistiche intraprese. Ciò che prima era apostrofato come Il sentiero delle disillusioni diviene adesso "Un'oasi di sassi", non c'è più un percorso possibile, tutto è fermo, il mondo è stagnante, senza speranza, la malinconia la fa da padrone e rari divengono i momenti di un ideale, possibile, rilancio. L.autore, infatti, pone lo sguardo sul presente, su ciò che lo circonda, su Questa generazione e la trova "deprimente". [...] Rimpiange la voglia di rivincita, il non arrendersi mai, tipico della sua generazione. [...] Sogna di poter tornare indietro e recuperare quell.ardore [...]. Barisone si rivela attento non soltanto al contenuto delle sue poesie, ma anche allo stile, sperimentando diversi tipi di rima, talvolta il verso libero, componendo liriche di diversa lunghezza.