È un percorso concreto quello delineato in "Il pianto degli ulivi", portato avanti senza però rinunciare a un pizzico di fantasia, che prendendo le mosse dal quotidiano amplia il suo respiro fino a toccare l'universalità della parola. La poesia di Domenico Polito scorre su un doppio binario, che spesso si intreccia permettendo così di dare vita a soluzioni e spunti interessanti. Da un lato, infatti, troviamo lo sguardo che si posa, attento e riflessivo, sul mondo che lo circonda, alla ricerca quasi di un indizio, di una chiave che possa aprirne le porte e permettere la lettura. Dall'altro, invece, è possibile individuare l'attenzione alla lingua, all'espressività che, pur rimanendo libera da artifici retorici, riesce con la sua spontaneità a offrirsi come genuino ricettacolo del contenuto, capace così di giungere al cuore della comunicazione.