L'incedere della narrazione ci conduce attraverso le parole che appartengono ai concetti. All'amore, alla sofferenza, alla consapevolezza. Filippo Cardelli ci conduce con dolcezza in un mondo che sa essere impietoso e stridente quanto affascinante e meraviglioso, perfino sinistro, talvolta, eppure magnetico come un quadro surrealista. Questo è il punto d'incontro degli stili letterari, come ad un vecchio caffè nel centro storico, la poesia, la narrativa, l'introspezione, la filosofia, intorno ad un tavolino a chiacchierare di sé e di un progetto comune. Eccolo. Ma prima bisogna abbandonare le convenzioni. Queste sono le sue parole. Le parole della rottura.