Beffardo, il tempo. Imperscrutabile, talvolta, nelle sue strane peregrinazioni. Matteo Camenzind, a quanto pare, lo sa bene. Per questo ci gioca, con il tempo. È attraverso il tempo che capiremo l'alternarsi delle vicende narrate in questo libro. Quattro spiragli attraverso i quali sbirciare l'evolversi degli eventi in momenti diversi. Quando Gabriel sogna di scalare la montagna e di vedere un'aquila, quando conosce Francesca e perde la testa per lei, quando intreccia la propria esistenza con quella di Erica in modo diverso da come avrebbe voluto, quando Erica è grande, quando era con Francesca. Saranno i simboli legati all'aquila a prendere il volo. Oppure il nostro pensiero.