Farmi sull'albero la mia capanna e respirare quell'aria fine dei trenta metri lassù per aria, come in attesa se piano piano mi rivenisse una traccia: l'uomo, le origini. Primi arboricoli. Ricostruirne le sensazioni ed emozioni sin dalle origini, con il colore dei giorni a tripudiare nell'alto in una gamma infinita dai rossi cremisi del primo sole fino alle lame di ghiaccio verde nelle serate algide e l'irruente comparsa dei gialli-fuoco nel primo scorcio dei terremoti.