Cittadini minori. Cittadinanza, integrazione sociale e diritti reali nella Brescia veneta (secc. XVI-XVIII)
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Questo lavoro, attraverso l'indagine della consistenza e dei percorsi sociali dei neocittadini bresciani, creati o "minori", durante gli ultimi due secoli dell'età veneta, analizza l'accesso alla cittadinanza come fattore strategico di integrazione per coloro che aspiravano all'ottenimento di uno status che gli permettesse di entrare all'interno del corpo della società cittadina, detentore di privilegi e di benefici, in sostanza di diritti. Appartenere a questo corpo, non politico, ma certamente protetto dal diritto statutario cittadino, significava essere inseriti anche in ambienti sociali, che definivano l'identità comunitaria urbana; esserne esclusi significava invece essere folla, moltitudine, senza diritti.
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