La più bella poesia del libro e altre anomalie
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12,00 €
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Una delle sorprese, se non delle 'anomalie', di questo nuovo libro di Ennio Cavalli è la sua fascinosa, sinergica vocazione 'teatrale'. Dal brillante taglio performativo della suite iniziale (con tanto di note di regia) ai "Dialoghi col pappagallo", dove un emblematico alter ego incalza e provoca, all'abbozzo di trama ultimativa (riscatto e precipizio da interno borghese) per la dura favola di Orfeo e Euridice: paletti del copione, i quasi cinematografici "Esterno giorno, Esterno notte". Poi la rappresentazione laica del "Sogno di Maria", con l'accidentata parabola di un Messia indifeso e la scabrosa "Apocalisse" ("Non sarà giugno né marzo / non sarà un mese dei nostri / nessun giorno preciso / nessun giorno per caso. // Ci sveglierà un balbettio di lavandini otturati, / non serviranno ventose o chimica dei granuli..."). Visionarietà e investigazione si riflettono nei versi sulla "Natura", aggirano la dimensione spazio-temporale con "Sogni" ("Alla fine dell'immaginazione / si può vivere di sogni? / O il convento passa solo fumetti?"), indorano di ironia piccole e grandi illuminazioni ("Poesie biforcute", "Amori screanzati", "Dubbi e tabelline"). In tutto questo, la forza di uno stile e di un pensiero che, opera dopo opera, aggiunge estro ed esiti alla poesia contemporanea.
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