Tre ritratti femminili, tre figure di straordinaria umanità, riaffiorano dal passato e prendono forma lentamente attraverso i ricordi di un tempo ormai lontano: Mammetta, donna saggia e scrupolosa, che ha lavorato fino al giorno della sua morte senza mai lamentarsi, in un'epoca in cui di fatiche e sofferenze ce ne erano tante, ma altrettante erano le gioie di vivere a contatto con la natura, specie per i più piccoli; Bice, la cui porta era sempre aperta per chiunque passasse di lì e facesse cenno di entrare, per prendere un caffè e affogare le sue preoccupazioni nel fiume di parole che la donna era capace di riversare su qualsiasi argomento; e infine la figura tenera di Teodolinda, la "poverella di Dio", discreta e fidata depositaria dei segreti e delle faccende più delicate di tutto il paese, sicura e silenziosa ospite di ogni cerimonia piacevole o spiacevole che si svolgesse in qualche casa.