Il libro ripropone il Liber Animarum (lo stato delle anime) di Oria, piccolo ma importante centro del brindisino, nel 1665. Il manoscritto originale è stato ritrovato nell'archivio di una famiglia oritana e tre studiosi Pasquale Spina, Pino Malva e Salvatore Filotico si sono occupati della puntuale trascrizione di nomi, vie, possedimenti: una miniera di dati.