L'Architettura della scuola, parafrasando il più celebre Architettura della città di Aldo Rossi, rappresenta la sintesi di un'esperienza più che trentennale nel campo della cultura, dell'arte, della scuola, dell'architettura e dell'amministrazione pubblica. Non si tratta di un manuale di teoria della progettazione né di un saggio tecnico. È invece una riflessione un po' autobiografica, una proposta "poetica" rivolta ai progettisti, agli amministratori e agli operatori dei beni culturali e della scuola per costruire finalmente e consolidare un'idea degli spazi dell'apprendere e dell'esibire la cultura, al di là delle mode, dei luoghi comuni e delle "incompetenze" di tanti troppo eclettici professionisti. La prima parte del volume, dopo un breve preludio teorico, contiene un excursus storico-architettonico, una sintesi dell'evoluzione formale e funzionale dei luoghi destinati alla fruizione ed alla produzione di cultura, alla pedagogia e alla didattica in Italia. Nella seconda parte, distinta in diversi capitoli dedicati a differenti aspetti compositivi e progettuali, viene formulata concretamente la proposta per un nuovo stile architettonico di edifici in genere trascurati con l'unica eccezione di rare "cattedrali nel deserto" e "monumenti" all'amministratore, allo sponsor o alla "grande firma architettonica" di turno.