Per chiunque abbia vissuto e studiato negli anni Sessanta e Settanta, scrive Hobsbawm, l'America Latina era un laboratorio del cambiamento storico. La storia procedeva a velocità altissima e nel breve spazio di mezza vita umana era possibile osservarla nelle sue tappe più significative. Dalle dittature militari al terrore di stato e alla tortura, dalle rivoluzioni che, a differenza dell'Europa, erano tanto necessarie quanto possibili ai sogni di guerriglia che si ispiravano a Cuba e non avevano alcuna speranza di successo, fino all'esplosione delle metropoli e alla Colombia di Garda Marquez, Hobsbawm ci spiega perché lì si era costretti ad accettare ciò che altrove sarebbe stato impensabile; con un occhio al presente, perché strascichi e contraccolpi di quegli anni sono più vivi che mai.