In parallelo rispetto agli scritti filosofici presentati al mondo deí lettori con la mano sinistra, quella cioè complice degli pseudonimi, Kierkegaard pubblica a sue spese anche alcune serie di Discorsi edificanti, riflessioni che porge ad un pubblico più ristretto con la mano destra, ovvero firmati col proprio nome e cognome. I Due discorsi edificanti 1844, qui proposti per la prima volta in traduzione italiana dalla più recente edizione integrale danese, sono riflessioni filosofiche e non prediche religiose. Discorsi brillanti che scandagliano temi-chiave trattati nelle opere coeve quali Timore e tremore di Johannes de Silentio, La ripetizione di Constantin Constantius, Il concetto dell'angoscia di Vigilius Haufniensis, Prefazioni di Nicolaus Notabene e Briciole filosofiche di Johannes Climacus, e che utilizzano - secondo le volontà del prolifico autore - le categorie etiche dell'immanenza, e non le categorie religiose della riflessione doppia del paradosso. Prefazione di Joakim Garf.