Preceduti da un saggio sul nichilismo, i paralipomeni di Necessità del divenire fanno i conti con un nodo aporetico gigantesco: quello della distanza dell'individuo dal superuomo, ovvero della delusione che il nolente, colui che dice io e mio, non può non provare di fronte all'eterno ritorno dell'identico. Dal giudizio deduttivo sulla tecnica iperontica alla risoluzione della psichicità contrastata, dal pronunciamento sull'impossibile iena all'inferenza dell'incubo similare, la vorticosa sequenza di queste note va a locupletare la posizione teoretica dell'autore.