Realtà oltre l'utopia. La dimensione sotterranea nello scenario urbano (La)
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A partire dall'Ottocento la città è stata sempre rappresentata in sezioni trasversali che comprendono una parte rilevante del sottosuolo, attraversato da collettori fognari, linee metropolitane, tubazioni e cavi: la "città di sopra" e la "città di sotto" paiono reciprocamente indifferenti, almeno fino ai progetti di Hector Guimard per le discese alla metropolitana parigina, fino a quando proprio il problema del dialogo tra le due realtà comincia a porsi in maniera non più procrastinabile. Calarsi nel sottosuolo significa, però, comprendere che quel mondo indistinto non è veramente tale, che anche "sotto" è possibile riconoscere una città speculare, fatta di percorsi, ma soprattutto di trame infrastrutturali, e che alla fine persino quelle trame sono l'oggetto possibile di una teoria della città per molti versi paragonabile alle teorie rinascimentali della città ideale. Questo libro riporta alla luce il lavoro di Édouard Utudjian per la prima volta in traduzione italiana. L'esule armeno, con il suo gruppo GECUS, a partire dallo studio su Parigi fonda negli anni trenta del Novecento una sorta di disciplina a sé denominata urbanistica sotterranea, forse estrema conseguenza dell'approccio razionalista alla questione urbana, probabilmente affascinato punto di vista che si nutre del connubio tra studio dei grafi e ingegneria dei trasporti.
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