Qualcosa di più intimo. Aspetti della scrittura ebraica del Novecento italiano: da Svevo a Bassani
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Che cosa significa essere ebreo? Bassani in alcune pagine del "Giardino dei Finzi Contini" non aveva dubbi: senz'altro era "qualcosa di più intimo". Si è assai spesso trattato di "faccenda di stretta intimità" ribadiva ancora Debenedetti. L'ebreo nutre come un'esigenza vitale "il gusto del segreto" (Derrida) ed è tanto più vero nel caso esemplare di Italo Svevo. L'intimità, e più in particolare, per il caso sveviano, la segretezza, rappresenta qualcosa di simile a un'inclinazione naturale dell'anima ebraica, legittimata dalla condizione esistenziale di ebreo.
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