I versi contenuti in questa raccolta sono figli di una ricerca che si snoda tra frenate e ripartenze, di equilibri a cui si vorrebbe disabituarsi e di una lunga estate della mente, che a tratti scalda e a tratti brucia. Li hanno svezzati: la metropoli, strade nuove e strade antiche, la frenesia di ragazzini che giocano a pallone contro muri scalcinati, il concerto di un fiume che non conosce riposo e del suo turbolento respiro. Ora cammineranno sulle loro gambe, senza rotte fisse.