In questo libro, l'autrice sovverte abilmente il paradigma che ha dominato la cultura, essere per la morte, e che ha messo le basi per la distruzione della con-vivenza. Ricollocando la nascita da madre nella giusta posizione inaugurale, il vivere insieme, l'autrice propone di ricominciare dall'inizio, facendo dell'inizio stesso il luogo relazionale e trasformativo della vita singolare e della comunità dei comuni natali. Espressione, quest'ultima, destinata a prendere il posto di quella tradizionale dei comuni mortali. Sorprendenti immagini che vediamo proposte dal più lontano passato e dal presente, confermano la volontà di sostituire la nascita da madre con nascite e gestazioni fantasiose o perturbanti. Con una scrittura filosofico-letteraria, in compagnia di Hannah Arendt e di María Zambrano oltre che di artiste e scrittrici, Rosella Prezzo entra in profondità critica alla deriva tecnocratica del presente, e ripristina la necessità di consolidare culturalmente la madre sempre certa.