Retoriche dei giuristi e costituzione dell'identità nazionale
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Nei discorsi dei giuristi le celebrazioni retoriche dell'appartenenza e le costruzioni dei nessi tra diritto e legge statale permettono di seguire il tormentato passaggio dalle patrie regionali allo Stato unitario e di cogliere la costruzione e la legittimazione di istituzioni, leggi e giurisprudenza nel Regno d'Italia. Raccordando presente e passato e prospettando il futuro, la retorica dell'appartenenza tende a uniformare contenuti spesso diversi tra loro: il richiamo al diritto "veramente italiano" ora celebra la perfetta unione tra nazione e Stato, ora reclama il compiersi del destino manifesto della nazione. La rappresentazione identitaria diviene più esplicita ma non più univoca: la legittimazione del nuovo Stato unitario ha bisogno di storia e di tradizioni, ma la definizione dell'italianità della storia del diritto offre un passato dai tratti mutevoli. Dopo la prima guerra mondiale nazionalismo e fascismo impongono un quadro unitario fondato sull'identità razziale e sulla cancellazione di ogni divergenza tra politica e diritto. La retorica identitaria assorbe e falsa i miti risorgimentali e vede il diritto fascista come culmine della storia nazionale. I giuristi non sembrano porre alcuno schermo allo Stato e alla politica fascista, se non per rivendicare sommessamente le caratteristiche della loro ricostruzione tecnica. Nel dopoguerra, sarà questa fragile "barriera formale" a essere usata dai giuristi per affermare l'identità italiana non travolta dal fascismo.
9788815244161
Scheda dati
- Autore
- Cazzetta G. (cur.)
- Collana
- Percorsi
- Formato
- Libro
- Data pubblicazione
- 28 Marzo 2013
- Pagine
- 476
Riferimenti specifici
- isbn
- 9788815244161
- ean13
- 9788815244161
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