Un isolato, un outsider, un genio, un migrante, una vittima. Attorno a queste categorie si è costruita la recente fortuna, editoriale e iconografica, di Walter Benjamin. Teorico dei media e della libertà che ne deriva, della scomparsa dell'aura e del valore politico dell'arte contemporanea, Benjamin ha ridefinito un concetto di esperienza all'altezza dei tempi terribili che ha attraversato e, forse, profetizzato. In questo volume che raccoglie quattro saggi Il carattere distruttivo, Scavare e ricordare, Esperienza e povertà e Il narratore, attraverso la distrazione e la distruzione, l'esposizione e la povertà, narrazione ed esperienza si incontrano a un bivio in cui la posta in gioco è il discrimine tra civiltà e barbarie.