Chiamati in azione. Francia 1944: la storia segreta delle forze speciali alleate
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8 luglio 1944: è un caldo sabato notte e dall'aeroporto di Northampton il profilo di un B-24 Liberator si staglia in volo. La zona di lancio è circa tre chilometri a nord di Briec, vicino alla punta più occidentale della penisola bretone. Gli uomini che si lanceranno appartengono al corpo speciale dei Jedburgh: ufficiali e operatori radio che, dopo un duro addestramento, devono organizzare e armare i guerriglieri del maquis, la resistenza francese, in appoggio all'invasione alleata della Normandia e alla successiva liberazione della Francia. L'operazione Overlord, la più grande della Seconda guerra mondiale e la prima in cui le nazioni istituzionalizzarono una forza militare per dirigere i partigiani irregolari in territorio nemico, richiese un'accurata pianificazione e forze particolarmente addestrate. I Jed sono britannici, americani e francesi: squadre di tre militari che vengono paracadutate di notte sul territorio francese con mitra, munizioni, bombe a mano e radio. Uomini fuori dal comune, imperturbabili, talvolta strafottenti e spavaldi, devono orchestrare i sabotaggi, le azioni di guerriglia e assicurarsi che siano complementari alle operazioni delle forze di terra alleate e coordinate con esse. E i Jedburgh, di cui il generale Eisenhower riconobbe il merito ma di cui finora ben poco si è saputo, contribuiscono in modo significativo al loro successo: i tedeschi si arrenderanno a migliaia e gli Alleati saranno agevolati nella conquista del territorio.
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