Archeologia del romanzo. 1821-1872 bilancio di un cinquantennio
Prezzo
27,00 €
Nessuna tassa
Colummi Camerino Marinella
Letteratura italiana. Saggi e strumenti
Libro in brossura
30 Settembre 2016
208
Nuovo
Quando nel 1821 Manzoni comincia a scrivere il "Fermo e Lucia" il romanzo è percepito ancora come un corpo estraneo nella cultura italiana, sottoprodotto destinato ad adulti 'minori'. Nel mezzo secolo successivo esso si fa strada nel sistema letterario fino a ridisegnarne i confini e gli assi paradigmatici. Questo libro racconta l'affermazione del romanzo come genere letterario che nel lungo confronto con storia, dramma e novella - le forme confinanti acquisisce un suo autonomo statuto estetico. E racconta l'affermazione del romanzo come fenomeno culturale che, insieme al giornalismo, allarga il pubblico della letteratura trasmettendo modelli di comportamento e stili di pensiero; mentre concorre a orientare l'attività dei letterati verso la professione liberale e il lavoro dei tipografi-librai verso l'impresa moderna. Un'ultima linea di indagine, la quale salda le precedenti collegandole alla vicenda del Risorgimento, riguarda la domanda di identità nazionale che il genere supporta ed amplifica. Nel quadro disegnato da queste prospettive protagonisti sono dunque gli scrittori, i filosofi, gli economisti che individuano nel romanzo la forma per rappresentare la totalità di un mondo complesso; sono i giornalisti, i critici, i traduttori che sulla narrativa fanno le prove di un mestiere il cui solo 'mecenate' è il pubblico; sono gli editori che che progettano collane, edizioni popolari, campagne pubblicitarie accreditando il romanzo come una componente importante del mercato librario.
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