Il saggio di Guido de Giorgio, tratta l'esposizione delle linee generali di una società costituita secondo le norme di una tradizione veramente tale, basata sulla armonia tra contemplazione e azione. Attraverso una rettificazione che vada dall'interno all'esterno, sarà allora possibile la restaurazione dello spirito di Roma riprendendo il pensiero, l'aspirazione e l'ideale di Dante. Grazie al recupero di simboli antichi ciò potrà essere attuabile anche in un mondo che è apparente dominio della scienza positiva e del numero. Uno di questi simboli è il Giano bifronte, immagine della romanità intesa come principio comune e potere unificatore di due tradizioni ricondotte alla loro precisa distinzione.