L'inferno dantesco è in senso letterario un enorme anfiteatro a forma di tronco di cono rovesciato che nell'emisfero boreale si avvita progressivamente fino al centro della terra. In senso allegorico è un cieco carcere sotterraneo gravato dalle tenebre dell'ignoranza e i suoi abitanti soggiacciono alle più basse passioni. In senso morale è uno stato di coscienza abbruttita e spenta destinata a protrarsi per un tempo indefinito ma non eterno. In senso anagogico è un viaggio che Dante e l'umanità devono compiere per prendere progressivamente coscienza di questa multiforme realtà del male e dei mostri, che l'uomo stesso costantemente crea e alimenta e che lo relegano ad una coscienza abbruttita e ottenebrata.