Difendere la democrazia. Il PCI contro la lotta armata
Prezzo
37,00 €
Nessuna tassa
Naccarato Alessandro
Biblioteca di testi e studi
Libro in brossura
21 Maggio 2015
371
Nuovo
Negli anni Settanta, di fronte all'attacco del terrorismo le reazioni della società, dei partiti e dello Stato furono per lungo tempo inadeguate. Le simpatie verso l'eversione presenti in ambienti della sinistra e le sottovalutazioni di molte istituzioni favorirono le formazioni armate. Il PCI quando comprese i pericoli del terrorismo rosso? Come reagì? Dal 1973, Enrico Berlinguer e il gruppo dirigente comunista intrapresero una lotta decisa contro il terrorismo. Nel 1976 il PCI costituì la sezione "Problemi dello Stato", che promosse in tutta Italia la prevenzione e il contrasto dell'eversione. Questa attività si svolse in un clima difficile, segnato da violenze e morti, e fu spesso accompagnata da un acceso dibattito interno. Dal 1979, con l'avvio a Padova e nelle principali città italiane di importanti indagini sulle BR e sul partito armato, nel PCI si aprì uno scontro sul garantismo; i magistrati furono accusati di avere costruito una montatura per perseguire reati di opinione. Riaffiorarono le ambiguità di giudizio sull'eversione rossa e sul ruolo della democrazia. Il volume, attraverso l'analisi dei documenti dell'epoca, ricostruisce l'azione decisiva svolta dal PCI nella sconfitta del terrorismo e consente di scoprire aspetti poco conosciuti di un periodo storico sanguinoso e terribile.
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