Lettera d'amore, documento personale, divertente saggio o inedita analisi? Questo si chiederà il buon lettore, una volta sfogliato il testo di Marco Bortolotti. Profondo amante dello stile di Carlo Emilio Gadda - cui lo lega tangenzialmente l'affetto per un omonimo zio milanese, anche lui Carlo - l'autore, scanzonato esploratore di bancarelle e vecchie botteghe, grazie a inedite scoperte, passioni, memorie e battute, delinea la figura di un Gadda insolito: bordelliere, goliardo e infatuato dell'iniqua parola petroniana. Vero fine ultimo è quello di rendere omaggio all'autore-ingegnere, allontanandosi dalla rigida solennità della critica istituzionale per abbandonarsi a una dimensione più leggera, nella quale le parole gaddiane mutate e metamorfosate possano di nuovo emergere regalando, a nuovi e vecchi lettori, il brivido di un grande autore capace di far ritrovare la delizia della lettura.