Nel libro che avete in mano l'autore si spinge verso un nuovo territorio, affrontando il linguaggio della poesia. Ma una poesia sui generis, in cui egli contamina - nel senso di una contaminatio virtuosa - le diverse forme del suo sapere, radicandole in un'esperienza che mette in gioco sé stesso. Ci troviamo così in presenza di una messinscena situazionale che coinvolge temi cruciali e scottanti come l'identità e l'alterità, l'amore e il rapporto uomo-donna all'insegna del Nescio: del Non so che troviamo posto a titolo del libro. (dalla prefazione di Giacomo Marramao). Postfazione di Rosa Maria Salerno.