Verde menta
Prezzo
15,00 €
Nessuna tassa
È il 1980. La Basilicata è messa in ginocchio dal terremoto del 23 novembre. Ale, la coprotagonista, è a casa sua, aspetta Vito, il suo ex ragazzo. È passato circa un mese dal terremoto, precisamente siamo a Natale. Nevica, un sorriso triste. È da qui che si parte. Il perimetro nel quale si sviluppa la narrazione è un paese, tutto nasce e muore in questo paese della provincia di Potenza. Questo gruppo di ragazzi lucani, quelli del 'Blocco - 60' perché nati proprio in quel decennio, prevalentemente appartenenti a famiglie abbienti, trascorrerà il tempo in modo audace, disordinato e feroce, tra Liceo, Radio 78 (la radio locale), sezione del PCI, discoteca 78 e il bar di Pepito. L'alcool, le droghe, le motociclette, sesso e tradimenti sono il filo conduttore fino alla sera fatale in cui tutto il loro mondo crollerà. Un romanzo corale, del genere Bildungsroman ovvero di formazione, cioè un corpo narrativo che evolve con la maturazione del protagonista. Colori forti e contrasti violenti - è il mio modo di raccontare - per parlare di spensieratezza giovanile e voglia di uscire ma anche di disagi, solitudini e infelicità. Non una sterile cronistoria dei fatti accaduti quell'anno, tantomeno una esposizione confinata al solo pubblico locale, ho sempre detestato i campanilismi, piuttosto una maniera diversa per rivivere in pieno il periodo, quello di un gruppo di diciassettenni degli anni '80. Fabula e intreccio non li faccio coincidere, passo dall'analessi (flashback o retrospezione) alla prolessi (flashforward o anticipazione), giusto per rendere la faccenda più pulp.
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