Musica concentrazionaria
Prezzo
15,00 €
Nessuna tassa
... Nei campi di concentramento e di sterminio nazisti (marzo 1933 - maggio 1945) l'arte e la musica in particolare, sono state parte integrante della vita e dell'organizzazione quotidianità di questi luoghi. Le circa 5000 opere che sono state a oggi recuperate documentano che, in questa fase drammatica della Storia, il genere umano è riuscito a conservare ed attivare i meccanismi di difesa più ancestrali, ponendo nella creatività la condizione per provare e desiderare ancora umanità, intesa come un ponte e non uno scopo, un testamento del cuore e dell'intelletto. Una testimonianza del ruolo generativo e performante che le espressioni artistiche hanno avuto e continuano ad avere anche nelle condizioni più terribili. La musica come salvazione, come antidoto, come modo di resistere alle sofferenze e alle torture. Certamente. Ma anche come testimonianza di una sua funzione di dare forza, raccontare fatti, portare domande, testimoniare eventi, costruire visioni, trasmettere emozioni.
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